Holly Golightly la protagonista del film, è Audrey Hepburn. Oggi, se entri in una profumeria, o in una boutique, o anche in un ipermercato, oppure in un negozio di quadri e illustrazioni, non puoi non imbatterti nell’immagine della Hepburn: tubino nero di Givenchy, guanti neri lunghi, bocchino, diadema, collana di perle con fermaglio importante, capelli raccolti, eye liner di quell’epoca. Forse solo Marilyn presenta quel segnale di divismo eterno.

Era la trionfale metafora dell’avere e dell’essere: i diamanti, la ricchezza? Chi se ne frega, valgo per quello che sono e posso star bene anche in povertà, in attesa del nuovo benessere che certamente verrà. Disney entrò a far parte del DNA di tanta gente si instaurò nella parte del cuore e della testa che lavora per la fantasia. È un valore perfetto come una sfera, necessario e sufficiente.

poi il protagonista dell’unico film italiano presente in concorso a Cannes 2010, La nostra vita di Daniele Luchetti, e nel 2011 è l’amorevole Folco, figlio di Tiziano Terzani ne La fine è il mio inizio. L’anno successivo l’attore viene scelto da Ferzan Ozpetek per la commedia drammatica Magnifica presenza, nella quale divide il set con attori del calibro di Margherita Buy, Beppe Fiorello e Vittoria Puccini, nonché da Daniele Vicari in Diaz Non pulire questo sangue, film politico che racconta i fatti del G8 di Genova. E’ poi il boss della Mala del Brenta Felice Maniero nella discussa fiction Sky Faccia d’angelo di Andrea Porporati.

Martha fugge all’alba, attraverso i boschi, dalla casa in campagna dove ha vissuto due anni insieme alla piccola comunità che l’ha accolta come parte della famiglia, al costo di un prezzo psicologico altissimo che la ragazza forse non finirà mai di pagare. Torna dalla sorella, l’unica rimasta della sua famiglia d’origine, nella bella e borghese casa delle vacanze, nel Connecticut, che Lucy ha preso col marito. Ma è una scelta obbligata, un luogo non suo, nel quale, al disagio di un presente ancora senza una collocazione affettiva stabile e senza un progetto di vita per il futuro, si somma, nella mente di Martha, il ritorno incontrollabile di un passato rimosso e devastante.

Titta Di Girolamo ha cinquant’anni, vive da otto anni in un albergo di una cittadina del Canton Ticino lontano dalla famiglia, apparentemente facoltoso ma senza alcuna esibizione di ricchezza. un uomo che nasconde un segreto che emergerà a poco a poco anche grazie al progressivo innamoramento per la ragazza del bar dell’hotel. Il secondo film di Sorrentino merita tutte le attenuanti che vanno concesse all’opera seconda ma non convince.