“Ci sono in ballo tantissimi investimenti” rifletteMatteo Esposito di inVrsion. “Da aziende che producono device ad altre che producono controller, piattaforme, nuovi motori grafici, telecamere, software. C’è un boom in ogni settore. Quando Michael Winterbottom lo chiama per Benvenuti a Sarajevo (1997), l’attore accetta la parte con grande entusiasmo perché, nella migliore tradizione del regista, il film è impegnato sul piano civile e polemizza con le mancanze (che diventano complicità) delle istituzioni governative durante la guerra in Bosnia. Storie impegnate e tragiche che l’attore ritrova l’anno dopo in La sottile linea rossa di Terrence Malick e qualche anno più tardi nella vicenda di un gruppo di donne che chiedono di poter lavorare in miniera ma non le viene concessa questa libertà in North Country Storia di Josey (2005) con Charlize Theron, attrice e produttrice del progetto.Diretto da Spike Lee e Robert Altman.In un percorso artistico così completo si fa fatica a trovare degli insuccessi clamorosi ma qualche scivolone c’è: ha una piccola parte nell’irritante e sbrodolato Lei mi odia (2004) di Spike Lee e partecipa anche a The Big White (2005), tentativo fallito di rilanciare Robin Williams sul grande schermo. A indicargli la strada verso il ritorno al successo sarà la mano sapiente di Robert Altman che lo dirige nel commovente Radio America, lavoro testamento del grande regista americano.

Virna Lisi, Marina Suma, la meteora Karina Huff, Alba Parietti e Isabella Ferrari sono le donne che rendono indimenticabile quella pellicola e che spingono, senza dubbio, Carlo Vanzina a proseguire il lavoro di autore nell’ormai perduta commedia all’italiana.Stesso discorso per Diego Abatantuono che acquista la notorietà con Viuulentemente. Mia (1982) ed Eccezzziunale. Veramente (1982).

In perfetto ossimoro col titolo (Giovinezza), la trama riguarda la permanenza in un lussuoso chalet svizzero di Fred, anziano compositore e direttore d’orchestra ormai in pensione, al quale viene richiesto di eseguire per l’ultima volta il suo pezzo più famoso Con lui, il suo amico regista, Mick alla scrittura del suo ultimo film, il suo testamento artistico, con il quale passa il suo tempo a disquisire di tutto, riflettendo sulle loro esperienze ora che si avvicina il crepuscolo.In realtà, Youth è molto meno crepuscolare di quanto possa apparire, molti gli sprazzi leggeri (sempre amarognoli) che alleggeriscono il contesto e l’ambientazione, dominata dal bianco e dal grigio all’interno dello chalet, ma dal verde dei monti svizzeri al di fuori di questo (non è casuale, come rivelerà un medico quasi alla fine). In effetti, questo film appare più appartenente alle atmosfere rarefatte di un opera come Le Conseguenze Dell’amore (anche questo ambientato in Svizzera) piuttosto che ai barocchismi saturi de La Grande Bellezza o Il Divo, con tempi dilatati, scanditi da dialoghi che , in pieno stile sorrentiniano, appaiono spesso sospesi, integrati e definiti dalle immagini più che dalle parole.Questa integrazione necessaria di parole ed immagini è forse la cifra stilistica più importante di Sorrentino, che in qualche modo lo assimila al più europeo dei grandi registi USA, ovvero Terence Malick: e senza le immagini, le parole diventano incomprensibili, e le immagini senza le parole, troppo ampie. Per fare un esempio musicale, un po’ come Comfortatbly Numb dei Pink Floyd o La Donna Cannone di De Gregori, perfette fusione di testi e note.Cosa è la Giovinezza secondo Sorrentino? la vita stessa.