Cerca un cinemaGià dalle prime inquadrature si legge sul volto del ventenne Benjamin Braddock uno strano turbamento, un’insolita inquietudine che basta a sfatare il topos del nostalgico ritorno a casa. Figlio d’un affermato uomo d’affari, neolaureato a pieni voti e proiettato verso una brillante carriera, all’apparenza il giovane protagonista non avrebbe alcun motivo di essere scontento, eppure sembra assente, totalmente estraneo a quel sontuoso e ovattato mondo in cui è chiamato a vivere. Né valgono le sollecitazioni paterne a scuoterlo dal profondo stato di inerzia in cui è caduto.

Book Description Hal Leonard Corporation, United States, 2013. Hardback. Condition: New. Attore prodigio canadese che si è fatto conoscere dal grande pubblico (anche italiano) a partire dal nuovo millennio.Cresciuto in Canada con sua madre, Anne, e suo fratello Bryce (attore per le pubblicità), Cameron ricalcato le orme del fratello maggiore lavorando in uno spot commerciale, anche se il suo esordio vero e proprio è nella serie tv Higher Ground (2000), mentre è tenuto a battesimo cinematografico da Ken Sanzel che lo inserisce in Lone Hero (2002).Dopo aver preso parte al telefilm Dark Angel (2000 2002) e al film The Butterfly Effect (2004) di Eric Bress e J. Mackye Gruber, sarà comunque richiesto per pellicole legate al fantastico, alla fantascienza e al paranormale: in Godsend (2004) di Nick Hamm reciterà, accanto a Greg Kinnear, Rebecca Romijn e Robert De Niro, il ruolo di una sorta di clone, mentre in Birth Io sono Sean (2004) di Jonathan Blazer susciterà scandalo la sua “scena della vasca” con Nicole Kidman.Il ruolo di Klaus Baudelaire nel film Lemony Snicket’s Una serie di sfortunati eventi (2004) doveva essere suo, ma invece fu scelto Liam Aiken, si rifarà affiancando Milla Jovovich in quel pasticcio digitale che è Ultraviolet (2006) di Kurt Wimmer e in X Men 3: Conflitto Finale (2006) di Brett Ratner. Curiosamente in entrambi questi ultimi film ricoprirà il medesimo ruolo, vale a dire, quello di un personaggio che porta dentro di sé la cura per le mutazioni genetiche.La saga inaugurata da Twilight torna il 18 novembre a gettare la sua luce crepuscolare sulle platee italiane con New Moon, il film tratto dal secondo romanzo di Stephenie Meyer, affidato questa volta alle mani di Chris Weitz.

Non è proprio la stessa cosa vero? Però a rimpolpare le fila dei protagonisti c’è anche la divina Diane “Elena” Kruger che, alla fine, si dimostra la migliore del gruppo. I personaggi sono tagliati con l’accetta, le performance di buona parte del cast sono sopra le righe e Cage ha una sola espressione, ma l’helzapoppin messo in piedi da Turteltaub regge e regala anche momenti appassionanti e divertenti. Chiaramente scevro da contaminazioni politico sociali e privo di qualsiasi messaggio etico morale (e per fortuna direi, oramai pare che ogni pellicola che esce al cinema debba avere dei significati sottintesi e delle lezioni da impartire al pubblico), il film è senza pretese, se non quelle di far passare al pubblico due ore di assoluto svago.