Poi però ci ho ripensato. Sicuramente non mi capiterà mai una cosa del genere in italiano. Io SONO Italiano. First part devoted to the new visual and photo poetries of Japan (Seiichi Niikuni, Yutaka Ishii, Shoji Yoshizawa, Kitasono Katue, Takeshi Koike, Takahashi Shohachiro, Shimizu Toshihiko, Ito Motoyuki, Okazaki Katsuhiko, Tsuji Setsuko), plus contributions by Charles Amirkhanian; Thomas A. Clark; Dom Sylvester Hou Ernst Jandl; Robert Lax; Neil Mills; Maurizio Nannucci; and Bob Cobbing and Peter Mayer (“Some Myths of Concrete Poetry”, an essay challenging a number of the alleged myths surrounding the form). Wrappers lightly rubbed and marked, o Near Fine.

Fin dalla nascita Nat porta sul corpo i segni che, secondo la cultura africana, servono a designare un capo. il 1909, e Nat vive in una piantagione di cotone in Virginia insieme alla madre e alla nonna, dopo che il padre è dovuto fuggire per aver compiuto un atto di ribellione verso un mercante di schiavi. La proprietaria della piantagione intuisce nel bambino un’intelligenza spiccata e decide di insegnargli a leggere usando come testo la Bibbia.

Il genere del “backstage di produzione” abbraccia così un mondo più ampio, facendo largo all’immagine di uno stato fortemente militarizzato e a una penosa assenza di democrazia, forse poco sotto osservazione dei media, come se la caduta di Menghistu avesse significato libertà reale. Gli scorci delle città, dove ancora molti esercizi e sale cinematografiche imponenti portano la doppia insegna Tigrit e italiana, rievocano un passato coloniale defunto, che ha lasciato molte tracce architettoniche ma poca solidarietà con quel Paese in cui, come dice uno degli intervistati, nuovo proprietario dell’ex consolato italiano, gli italiani qui non sono venuti per colonizzare, ma per restare. Lo sguardo sulle prospettive cittadine e su paesaggi naturali sfuocati ai lati non è né nostalgico né ricerca l’esotico, ma è l’occhio attento e oggettivo di chi scopre un set pieno di tragica bellezza e ne immagina le potenzialità narrative, tra la rievocazione di un amore storico e le implicazioni pratiche di scene d’azione bellica con guerrieri su cammelli.

Negli anni i ruoli si avvicendano emergendo la stessa dolcezza, lo stesso pudore, lo stesso dolore davanti a un destino che scoraggia l’aspirazione all’innocenza. Un modello ripreso trent’anni dopo da Julia Roberts in Pretty Woman, versione bassomimetica che celebra il denaro nel momento stesso in cui ne enuncia la volgarità.Non c’è solo lo straordinario caso di Gomorra a rappresentare l’Italia alla cerimonia dei Golden Globe dell’11 gennaio prossimo. Fra le nomination per la sezione televisiva, si fa notare quella di Shirley MacLaine per la miniserie co prodotta da Lux Vide per RaiFiction Coco Chanel, in cui ha interpretato la celebre stilista francese negli anni della maturità.