E soprattutto come vuole la regista, Mirca Viola, al suo esordio dietro la macchina da presa, messa da parte la corona da Miss e il lavoro di attrice, circondata da una troupe che risponde ad ogni sua richiesta. Tra prove di scena e inquadrature, caffè e bicchieri di acqua o vino, mentre un vento freddo, insolito per la stagione, costringe gli attori ad avvolgersi in coperte colorate tra un ciak e l’altro. Un lido balneare di Catania a fare da set per una scena significativa del film L’amore fa male, prima regia di Mirca Viola, autrice anche della sceneggiatura insieme a Cinzia Panzettini.

Times, Sunday Times (2009)He said: ‘We will see very soon the end of the era of dependence. Times, Sunday Times (2013)He said: ‘I saw them buried alive. The Sun (2014)He said: ‘We have seen courageous women stand up to brutality. Anche Hollywood ha messo gli occhi su di lei, coinvolgendola per una piccola parte in X Men Giorni di un futuro passato (era Blink, la ragazza capace di generare portali per il teletrasporto) e in Iron Man 3 (cameo presente solo nella versione per il mercato cinese del film). Ma se immaginare Fan Bingbing, con le sue lunghe gambe e il suo ovale perfetto, nei panni dell’affascinante strega dai capelli bianchi di The White Haired Witch of Lunar Kingdom è un’associazione immediata, non si può dire altrettanto delle vesti dimesse di una contadina della provincia cinese.Un ruolo, quello di I Am Not Madame Bovary, che dimostra la duttilità di attrice di Fan Binging e che, per certi versi, richiama alla mente personaggi come Qiu Ju, cuciti da Zhang Yimou sul volto e sul corpo adeguatamente de glamourizzato di Gong Li.Ecco quindi una Fan inedita, senza il ricorso a primi piani, nei panni di Li Xuelian, la contadina testarda che dedica la propria esistenza a una questione di principio ma nell’epilogo scopriremo la vera causa di tanto trambusto dimostrandosi pronta a tutto pur di raggiungere il suo scopo e salvare il proprio onore dall’appellativo di “Pan Jinlian” (donna traditrice e infida per la tradizione cinese). Merito del regista Feng Xiaogang, camaleonte del cinema cinese degli ultimi 15 anni, che in I Am Not Madame Bovary sceglie l’audacia di un formato inusuale, quello del tondo della tradizione pittorica, per raccontare la storia di Li Xuelian.

La pellicola racconta la storia di Jennie, che una volta aveva tutto. Aveva due ciotole per mangiare, due cuscini, e per il freddo un maglione di lana rossa. Ha anche avuto un padrone che amava. Gab, un giovane laureando di una facoltosa famiglia parigina, s’innamora di Leila, una bella studentessa di legge arabo francese, profondamente impegnata nella lotta degli immigrati clandestini. Il loro amore crescerà nonostante le difficoltà e gli ostacoli di una società che fa di tutto per ostacolarli. Un musical vibrante per una romantica favola contemporanea dalle atmosfere musicali della Francia degli anni 60 e 70, sullo sfondo delle manifestazioni per i diritti dei sans papiers che a Parigi sfociarono nell’occupazione della chiesa di Saint Bernard.