Tra prove di scena e inquadrature, caffè e bicchieri di acqua o vino, mentre un vento freddo, insolito per la stagione, costringe gli attori ad avvolgersi in coperte colorate tra un ciak e l’altro. Un lido balneare di Catania a fare da set per una scena significativa del film L’amore fa male, prima regia di Mirca Viola, autrice anche della sceneggiatura insieme a Cinzia Panzettini. Una commedia al femminile che vuole raccontare le tante sfaccettature dell’amore, attraverso la storia di tre giovani coppie che da Roma (dove è ambientata la prima parte della storia) si spostano in vacanza in Sicilia in occasione del matrimonio di un parente.

Si parte da Orietta Berti che dà a Stefano 6; Marco Masini invece dà un 7 al concorrente; per Red Canzian merita 7 perché “Ho ancora una buona memoria e mi ricordo come hanno fatto il primo pezzo”; per Patty Pravo merita un 6 e si dice in accordo con Red Canzian; Michele Zarrillo ha dato 7 a Stefano Sani; Loredana Bertè ha dato invece un 8 per la prima esibizione; chiude Fausto Leali con 7. La somma dei voti ammonta a 48. (Aggiornamento di Anna Montesano).

Anche se la famiglia Landis arriva a Los Angeles che John è bambino, quella cultura dell’Illinois continuerà a prevalere. La combinazione midwest e west, può diventare una magnifica chimica, per chi intende fare cinema.Otto personaggi in cerca d’autore e un autore in cerca di una storia. Nel film di Gabriele Salvatores Happy Family i personaggi fanno il film, esattamente come, fuor di finzione, gli attori fanno il (suo) cinema.

Impossibile non leggere la commedia adolescenziale di Burr Steers (Igby Goes Down) come una rappresentazione del fenomeno divistico Efron: l’esigenza della visibilità pubblica che crea il monstre (di bravura) e lo sbatte in prima pagina o al centro dello schermo. Più defilato nelle performance cinematografiche precedenti, Zac Efron in 17 Again mette in scena la faccia tradizionale del divo, capricciosa e crudele, imprigionata nel cliché costruito con applicazione e impegno nel laboratorio Disney. Eppure l’esagerato talento dell’attore dichiara la necessità di gettare la maschera e rivelare la “vera” natura, magari maleducata, magari emancipata dai buoni sentimenti, magari meno splendida e più corrotta.

Poverty and human rights of women in India Solomon Raj and R. Immanuel. 17. A good+ copy. Seller Inventory D17 228716. Supreme Court Records, United States, 2011. Il finale era discutibile, ma si discerneva senza spocchia, e con ben altra profondità, su temi come l’amore, il rapporto tra uomo e donna, il passato visto come eterno presente, Ed anche li, guarda caso, i primi esempi di cinema nel cinema. Dove, almeno, l’omaggio alla settima arte poteva apparire più convincente, senza corpi e corposi esseri impegnati (?) a contemplare le azioni altrui in un ambiente claustrofobico. Un’altra ricostruzione di corpi in agonia, già intravista in “Parla con lei”, esempio molto più profondo di agonia (forse) delle coscienze.