E io sono diffidente per natura. Non venitemi a dire che non avete riso almeno una volta per la logica lunare di Franz. E’ molto meglio di tante pseudocommedie americane [ma che noi ci sorbiamo volentieri giusto perché Hollywood non è Cinecittà], anche se la trama è piuttosto scontata e alcune gag specie gli scleri nervosi di Ale sembrano un tantino forzate.

Stiano alla larga tutti coloro che si aspettano sparatorie spettacolari, effetti speciali e colpi di scena a ripetizione. In Spartan contano soprattutto i personaggi e quello che dicono. La situazione narrata non è certo originale ma, come spesso capita quando David Mamet ci mette lo zampino, l’attenzione dello spettatore viene costantemente pungolata dai numerosi riferimenti ed indizi che il regista/sceneggiatore semina lungo il film, per farci capire dove vuole andare a parare e quale sia il senso della pellicola.

John è un impiegato di banca molto apprezzato dai suoi superiori. Gli manca però un amore e decide di affidarsi ad Internet per trovare una compagna proveniente dalla Russia. La ragazza arriva, si chiama Nadja ma non parla una parola di inglese. Nello specifico poi si affronta il tema di una nuova nascita. Molly l’attende con gioia tanto da aver preparato a maglia un cappello per il fratello/sorella che uscirà dall’uovo. Chi invece teme l’evento è Edison, il giocattolo parlante a molla amico di Molly che teme di essere messo da parte.

La scena finale del suicidio del protagonista, che si getta dalla torre dello zuccherificio in cui per tanti anni ha lavorato, non a caso si svolge parallela a quella di una manifestazione operaia contro la costruzione di un aereoporto militare nella zona.Antonioni si concentra su questi mutamenti della realtà sociale, cerca di comprenderne la complessità, le tensioni e gli sviluppi. per questo, per rimanere attaccato alla realtà, che riconsidera anche la grammatica del suo lavoro. Un film che voglia analizzare gli sconvolgimenti che l’animo del singolo subisce dal nuovo che avanza, e descrivere i ritmi della psicologia umana, non può usare le tradizionali tecniche cinematografiche.

Columbus Short l’avrà detto almeno un milione di volte: E cin, sei, sette e otto. Prima di iniziare a ballare di sicuro. Ricostruire la sua carriera è facile: dal Missouri alle grandi metropoli americane, dallo studio ai palcoscenici a fianco a idoli della musica pop.

Il tragico 1944 tra resistenza, allarmi aerei e repressioni I bombardamenti ripresero, ben sei , nel mese di gennaio 1944. Il 19 i fiorentini subirono il primo attacco notturno. L’11 marzo due incursioni si abbattono prima sul Campo di Marte e poi tra il torrente Mugnone e il quartiere popolare di Rifredi.