Si farebbero ridere i polli se si facesse apologia”.Valeria Solarino, interprete della prima moglie del bel ‘Renè’ ritiene le polemiche spiacevoli: “Il film non assolve Vallanzasca e poi gli attori non devono giudicare i loro personaggi, se no si perde l’equilibro necessario per interpretarli”. Sintetico ma esauriente Filippo Timi: “Fare un film su un argomento non significa giustificarlo. Ho interpretato Mussolini (in Vincere ndr.) ma mica l’ho giustificato! Comunque Kim è un titano della recitazione, lo dico io che sono molto snob, mi piacciono pochissimi attori”.A scuola di milaneseL’attenzione poi passa sul film dove l’attore romano è mattatore assoluto e ha imparato il milanese, grazie a un coach e alle audiocassette ascoltate nel dormiveglia: “Ho incontrato Vallanzasca molte volte, oggi è un altro uomo, lo sforzo è stato immaginarlo trent’anni fa, l’ho fatto con approccio laico e dove non arrivava la ricostruzione c’è me stesso.

Di livello notevolmente più elevato le sue interpretazioni post belliche: fra cui spiccano Occupati d’Amelia, 1949, di Autant Lara e, di Max Ophls, La ronde, 1950; Il piacere, 1951 e I gioielli di Madame de., 1953. Da segnalare le sue partecipazioni a due tentativi in parte falliti di tradurre sullo schermo celebri opere letterarie: L’uomo e il diavolo, 1954, di Autant Lara, da Il rosso e il nero, e L’amante di lady Chatterley, 1956, di Marc Allégret, da Lawrence. Per ben tre volte ebbe il ruolo di madre di Catherine Deneuve: Josephine, 1967; Le lieu du crime, 1986; 8 donne e un mistero, 2002..

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A completare il terzetto di validi attori c’è Laura Morante, che interpreta la moglie di De Sica. Nello stesso anno è nel cast dello storico Noi credevamo, di Mario Martone, mentre nel 2011 partecipa alle commedie Mozzarella Stories e La kryptonite nella borsa, esordio dietro la macchina da presa dello sceneggiatore Ivan Cotroneo. Nel 2012 lo vediamo negli esilaranti panni dell’avvocato Malaffano in Il comandante e la cicogna di Silvio Soldini.