Tanto tempo fa, in una Galassia lontana lontana chiamata Hollywood veniva alla luce una bella principessa, il suo nome era Carrie Frances Fisher.Anche il fratello minore Todd Fisher e le sorelle Joely Fisher e Tricia Leigh Fisher lavorano nel cinema. Quest’ultime, sono frutto della relazione tra il padre Eddie e la singer/ actress Connie Stevens.Ben introdotta nello Star SystemAppena dodicenne, la giovanissima Carrie comincia a farsi notare al fianco di mamma durante un tour teatrale a Las Vegas.Frequenta la Beverly Hills High School ma abbandona il liceo per seguire le orme materne.A diciassette anni, fa la sua comparsa sulle scene cimentandosi nella parte di una ballerina debuttante nel revival di Broadway, “Irene”. Poi, si iscrive presso la Central School of Speech and Drama di Londra, dove vi rimane per 18 mesi.Dopo l’esordio su celluloide che la sorprende a farsi un romantico Shampoo da Warren Beatty, l’attrice è chiamata ad indossare le regali vesti della Principessa Leila (Leia nella versione originale) nella saga stellare di Star Wars (Guerre Stellari, L’Impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi) firmata George Lucas.Il ruolo dell’ardita fanciulla la proietta direttamente nel celeste firmamento di Hollywood.I problemi con la drogaA dispetto della popolarità cosmica che l’ha resa una star universale, la Fisher comincia a far uso di droghe.Nel 1978, nel film tv The Star Wars Holiday Special, la sua performance davanti alla macchina da presa è rovinata da un evidente stato di dipendenza da stupefacenti.Nel 1980, l’abuso di alcool e narcotici la rende totalmente incapace di recitare, tanto che riesce a portare a termine solo una singola scena del musical The Blues Brothers (qui nei panni della temibile ex fidanzata di John Belushi), quasi da farsi licenziare in tronco dalla produzione.Fatto il punto sul suo stato, l’attrice decide di curarsi entrando alla Narcotics Anonymous nonché alla Alcolisti Anonimi: le viene diagnosticato il disturbo bipolare dell’umore (bipolar disorder), prognosi che non è in grado di accettare fino a quando, a 28 anni , finisce in overdose.Riconosce definitivamente la sua malattia nel 1997, a seguito di un esaurimento nervoso.Altri filmMalgrado i problemi legati alla droga, Carrie si fa notare in pellicole quali Hannah e le sue sorelle, Harry ti presento Sally e Bolle di sapone.Ritrovata la “forza” per uscire dal tunnel degli stupefacenti, la troviamo tra il 1997/03 a psicoanalizzare il bizzarro Dr.

Pensa a cose semplici quando si tratta di riabbracciare il mestiere di regista. Carlo Lizzani è colui che, attraverso testimonianze precise o racconti dettagliatissimi, fa breccia nel cuore del pubblico, raccontando un cinema che non si può ignorare e una vita che è chiusa a doppia mandata nei suoi segreti. Autore di storie drammaticamente reali, è il narratore di leader di sinistra scomparsi, rimpianti per lo spessore umano, l’intelligenza politica e l’esemplarità morale.