Il concetto base, ha detto l’arcivescovo della capitale australiana che viene violato, è che durante la confessione il penitente non sta parlando semplicemente con un altro uomo, ma direttamente con Dio. In sostanza, ha detto ancora, se non si conosce il reale significato religioso della confessione, non ci si può attribuire il potere di intervenire su di essa: “Il governo minaccia la libertà religiosa nominandosi un esperto di pratiche religiose e tentando di cambiare il sacramento della confessione senza apportare miglioramenti alla sicurezza dei bambini” ha spiegato. C’è anche un motivo pratico e non solo religioso, spiega l’alto prelato, che dimostra come questa legge sia una sorta di autogol: “Cosa dirà mai un pedofilo in confessione se sa che il sacerdote lo racconterà alla polizia?”.

Small splash marks to first page; small blemish to fourth page, o Very Good plus; insert Fine. No. 6 March 1963, offset, folded. Si, io ho girato, nel 2005, un film con Christian De Sica: The Clan, in cui avevo ascoltato, appunto, “Maramao perché sei morto”, ma non ne conoscevo l’origine. Poi, tutte le altre che ho menzionato prima le ho conosciute grazie a questo film che va in onda in questi giorni. stato un onore per me, in questo film, interpretare la figlia di un grande giornalista italiano, che era Tiziano Terzani.

La scrittrice, infatti, non era rimasta soddisfatta del lavoro fatto per il primo film e avrebbe imposto alla Universal la sostituzione con nuove figure. Per la sceneggiatura l’autrice ha ripiegato sul marito, Niall Leonard, autore anche del terzo capitolo, mentre alla direzione è stato confermato James Foley, già regista di House of Cards. Il cast invece riconferma i protagonisti e si arricchisce di nuovi personaggi.

It’s called the cuarentena. And it sounds like 40 and quarantine also. And that’s because, for 40 days after a baby is born, the resources, the tenderness, the care, the special foods, the rest all go to the new mother. Il discorso è: romanzo film, questo è il punto, il fulcro su cui deve ruotare ‘la critica’. Invece come spesso accade, continuaAncora Piccole donne? Un’altra volta? Da capo? passato oltre un secolo dalla pubblicazione del romanzo americano per ragazzine di Louisa May Alcott, autobiografia dell’autrice con le sue sorelle, e siamo sempre lì? Certo: a rileggerla la storia è naturalmente invecchiata, ma restano gli elementi d’un fascino che, anche attraverso la mediazione e gli aggiornamenti di cinema e televisione, resiste da molte generazioni. Piccole donne ha qualcosa di perennemente entusiasmante.